domenica, 10 dicembre 2006



Anno: 2006
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Whiskey in the jar

I Brand New Sin farebbero bene a darsi alle colonne sonore dei wrestler più famosi d'America, come hanno già fatto con "Crank It Up", perché non ci può essere applicazione migliore per il loro macho rock. I cinque di Syracuse approdano al terzo album, secondo per la prestigiosa Century Media, continuando a proporci un hard rock sporco e ruvido, carico di uno spirito Southern da tatuaggi e giacche di jeans senza maniche, animato da una fiera intransigenza redneck.

"Tequila", che dei sapori che può far intuire il titolo rivela in verità molto poco, percorre la stessa strada del rock abrasivo che, con altro stile, hanno fatto propria gli italo-danesi Allhelluja. Questi ultimi hanno amplificato il lato di puro intrattenimento del rock'n'roll, così come non si può negare abbiano fatto esempi più illustri quali i Motorhead, mentre i Brand New Sin toccano l'argomento soltanto a tratti ("Said And Done", "Motormeth") e rimangono maggiormente ancorati a concetti e dettami dell'hard rock classico. Così oltre ad un riffing carico di groove (ma forse non quanto lo si potrebbe desiderare), le chitarre vengono fatte risplendere da un solismo tipicamente hard'n'heavy, il quale forma un singolare duetto con quella che non si può definire la solita ugola d'oro, ma piuttosto la voce che sputano un paio di polmoni affogati dal fumo attraverso una gola che ha tracannato ettolitri di whiskey.

Sul lungo "Tequila" trovano anche spazio alcuni minuti di relax per i timpani, che avremmo potuto aspettarci più sentiti e intensi ("Acehole"), ma la figura di Zakk Wylde rimane ancora una chimera all'orizzonte.


apri ¦ commenti (1)
argomento: musica




Commenti
#1    21 Maggio 2007 - 16:23
 
I Brand New Sin incarnano visceralmente lo spirito dell' Hard Rock anni 70 assoli devastanti e distorsioni dirompenti, fareste bene a comprarlo.
utente anonimo

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