La pace dei sensi
È musica da viaggio quella dei Rajna, si snoda sinuosa e suadente in giro per un mondo di sonorità etniche, cercando di conquistarci col suo fascino esotico. Percussioni di varia natura accompagnano la voce di Jeanne Lefebvre nelle sue traversate oceaniche, in cui spazi ampi e dilatati si alternano ad atmosfere dal sapore orientale, mentre gli altri strumenti assegnati al lavoro di Fabrice Lefebvre, principalmente di origine indiana e tibetana, si alternano a variare la speziatura del piatto principale del disco.
"Otherwise" segna l'ottavo capitolo della discografia dei Rajna, ma non cambia ancora una volta la cifra stilistica del duo. Quello dei Dead Can Dance rimane un lontano miraggio all'orizzonte di un deserto in cui, alla creatività messa in gioco per elaborare il concept sonoro che da sempre accompagna la band, non ne corrisponde una fervida controparte ad animare il songwriting delle decine di pezzi che ormai da anni finiscono per funzionare soltanto quale sottofondo di qualche astrazione new age.
Ci si avvicina ad "Otherwise" con un certo interesse per quelli che potranno essere i viaggi mentali che ci potrà condurre a vivere e si finisce per dimenticarsi ben presto del cd e coprire il suo mellifluo suono con le sanguinolente urla dei compagni che nel frattempo cadono fraggati a Quake 3.