Anno: 2007
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Kronic
Brutti, cattivi e anche un po' antipatici
Sui Bokor si sono spese, se vogliamo (e noi vogliamo) sprecate, parole di elogio a fiumi. Si dice che finalmente qualcuno prova a innovare qualcosa nel programmaticamente asfittico mondo del metal. Si dice che si fonde la progressiva psichedelia dei maestri degli anni '70 con la rilettura moderna di queste sonorità operata da osannati simulacri dei nostri tempi. Si dice che la musica di "Anomia1" è per tutte le orecchie, è varia, coinvolgente, non etichettabile.
E, tra tutto quello che si dice, è probabilmente quest'ultima affermazione la più insindacabilmente aderente alla realtà. Perché le altre medaglie, tutte quante, hanno un risvolto non necessariamente piacevole. Se infatti "Anomia1" prova, con successo, a sfuggire alla catalogazione nelle stringenti convenzioni contemporanee, riesce nel contempo a frastagliare talmente tanto la sua identità da richiamare una quantità vergognosa di band cool che offuscano completamente quella che dovrebbe essere una personalità propria.
Ebbene sì, i Bokor non hanno un'anima. Vivono all'ombra di paroloni, paragoni e situazioni. Musicali, quest'ultime, che vagano in un limbo di cui al termine dell'ascolto, così come tra qualche mese, anno, generazione, non avremo la benché minima memoria. Se non, forse, quella di un fastidioso cantare di parole su di una musica che non rinuncia ad accostarsi a nessuna delle onde che possono trascinarla sulla cresta, che sia quella dei Tool, degli Opeth, degli Amplifier o di qualsiasi altro gruppo che abbia un carattere tanto deciso quanto quello dei Bokor non lo è.
Ecco, una volta smontato il clamore di ciance, si può ricominciare a ricostruire su di "Anomia1" un'identità di disco non banale, godibile a tratti, poco finalizzante, ma ben promettente. Il che non è poi così poco come poche righe fa si voleva far credere.
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argomento:
musica