Anno: 2004
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AMG
Punk con la cresta, punk con la testa
Greg Graffin e Brett Gurewitz hanno riportato i Bad Religion a livelli che molti attendevano dagli ultimi dischi su Epitaph, con ormai più di una decade sulle spalle. Sarà la bruciante ispirazione socio-politica che l'establishment statunitense sta involontariamente alimentando nel sottosuolo artistico americano, ma The Empire Strikes First torna a farci cantare con convinzione la cinica critica del sistema. Sconquassante la carica di "Sinister Rouge", corredata da cori punk fin nel midollo, semplicemente irresistibile il tiro di "Social Suicide", e per le prime quattro tracce non si superano mai i due minuti di durata. Le ritmiche si mantengono piuttosto statiche, come spesso si assomigliano le linee vocali di Greg Graffin, ma i crescendo e i singalong di cui The Empire Strikes First è sovrabbondante sono di quelli che il punk melodico da classifica oggi non può esibire. Grazie ad una fervente abilità nel songwriting e ad una creatività stabilmente ritrovata, il disco si mantiene sorprendentemente vitale fino al termine, con pause impercettibili e un'uniformità di suoni agevolmente tollerabile, tanto che "Live Again" sembra più che altro suonare alle nostre orecchie come un "Play Again".
Punk per tutti, fare soltanto attenzione a tenere alto il grado di riottosità mentre si leggono i testi.
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argomento:
musica